2012

 
 

Di una modernità non scontata, da costruire giorno per giorno, nell’interesse anche della propria gente e della propria città, [la posizione] di Giuseppe Pirozzi. Il quale ha tenuto una mostra di terrecotte al Museo Archeologico di Napoli dal titolo Oscilla, che ricordano gli ex voto della Roma antica. Ciò potrebbe indurre a collegarlo al neoclassicismo. Ma niente sarebbe più sbagliato. Tutto il suo intenso e appassionato lavoro precedente si è svolto nel segno di una sperimentalità aperta, che ha fatto perfino parlare di neobarocco, di interpretazioni di forze, di contrapposizioni tra valori volumetrici e valori di superficie. Progressivamente, sia sul piano plastico, sia su quello grafico-pittorico, in lui si è sempre più affermata una ricerca nel segno di una controllata eleganza, di incontro con la spazialità temporale, equivalente in certo senso a quella che nell’annalistica francese viene detta dei “tempi lunghi”.

Ugo Piscopo