2011

 
 

Espressioni Plastiche di Giuseppe Pirozzi

In ogni espressione plastica deve riconoscersi almeno una dualità di valori: un valore informativo e un valore esplicito di comunicazione, non sempre infatti è attuabile la coincidenza tra l'espressione plastica e il valore comunicativo, ma nel ritmo “mosso” delle opere scultoree di Giuseppe Pirozzi emerge non solo la dualità dei valori, ma bensì essi stessi coincidono facendo sì che ogni sua realizzazione sia, nello stesso tempo, la dimostrazione di una tecnica colta e un mezzo di comunicazione di una forza drammatica, fantastica, onirica.

Giuseppe Pirozzi è una delle personalità più significative della seconda metà del 900 artistico napoletano. Nato a Napoli nel 1934, studia all'Accademia di Belle Arti dove nel 1964 ottiene  la cattedra di Plastica Ornamentale, dopo un incarico di insegnamento al Liceo Artistico.

Per Napoli gli anni 60 sono, nel campo dell'arte, molto vivi, sono quelli di una generazione  di artisti che con vitalità ed anticonformismo si inseriscono nel dialogo culturale di sperimentazione italiano ed europeo ed il nostro artista ne fa parte.

Attratto dall'informale, attua una metamorfosi della figura e la destruttura, ma, come Alberto Giacometti, quei grumi di materia apparentemente informi si coagulano lungo fondamentali linee di forza che rendono Pirozzi il più libero possibile; i contorni non definiti evidenziano il rapporto tra la massa scultorea in bronzo e lo spazio che l'avvolge, ma nello stesso tempo la corrode.

Egli disegna le sue sculture nello spazio come se il suo lavoro dovesse essere prova del suo stesso esistere e come Dawid Smith le sue sculture sono pagine di scrittura di vita, che poi con gli anni, oggi, arriva ad esprimere con l'inserimento di lettere, numeri, segni alfabetici, quasi un “codice intimo” in cui si fondono intelligenza ed istinto.

Nei suoi bronzi, pezzi unici ed irripetibili, vi è sempre un equilibrio tra luce ed ombra, volumi e trasparenze, pieno e vuoto e lì proprio dove si rappresenta il vuoto è il punto di origine della forma scultorea.

In Giuseppe Pirozzi, uomo che schiva la notorietà e resta nel suo mondo pur confrontandosi sempre nel suo intimo con le trasformazioni culturali epocali, è assente la volontà provocatoria e ogni trasformazione è personale sia per una continua evoluzione nella costante ricerca di forme quanto per una forte carica emotiva e spirituale.

Non mancano nella sua produzione intrecci tra forme plastiche ed oggetti dove potremmo intravedere la lezione storica delle prime installazioni dell'arte povera.

Nel corso della sua attività numerose sono state le rassegne nazionali ed internazionali che lo hanno visto partecipe e vincitore di concorsi per opere d'arte di arredo urbano, infatti la sua produzione annovera anche sculture di grandi dimensioni per spazi pubblici. Alcune sono opere concepite per restare all'aperto dove i riflessi della luce cangiante li colora in una incessante metamorfosi, dove permangono sempre i connotati simbolici, a volte enigmatici per chi non conosce l'uomo Pirozzi; uomo dalla forte carica emotiva che traspone in un dialogo culturale di forme ed armonie differenti, sempre attuali, vivibili e da cui ognuno può sempre trovare godimento alla vista, alla mente, ma soprattutto al cuore.    

Ornella Falco